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Paragrafo  6 . Dalla fondazione  del partito nazionale fascista   alla

marcia su Roma.

     
Cresceva  frattanto il peso politico del fascismo,  che  ora  aveva  a
disposizione due strumenti: quello illegale della violenza  squadrista
e  quello  legale  dato  dalla  presenza  di  suoi  35  deputati,  che
costituiva  una vera e propria legittimazione ufficiale del movimento.
Mussolini  cerc  allora  di  utilizzare maggiormente  questo  secondo
strumento cercando di ampliare il consenso di cui gi godeva, in  modo
anche da ridimensionare il ruolo dello squadrismo e il potere dei  ras
locali;  a  tal  fine,  il  3  agosto 1921 sottoscrisse  un  patto  di
pacificazione  con  i socialisti e la CGdL. Ci scaten  l'opposizione
dei  capi  fascisti  delle zone padane, ma  nel  mese  di  novembre  i
contrasti vennero superati: Mussolini si impegn ad annullare il patto
e riconobbe lo squadrismo come vera forza del fascismo; gli squadristi
accettarono  la  trasformazione  del movimento  in  partito  nazionale
fascista,  che  nasceva  dunque con tutte  le  caratteristiche  di  un
partito armato.
     La  violenza  fascista  riprese con  ancora  maggiore  intensit,
favorita  dalla  complicit  degli  organi  di  governo  e  facilmente
vittoriosa  su una resistenza popolare sempre pi debole, specialmente
dopo  che  il  moto  spontaneo di rivolta degli "Arditi  del  popolo",
sconfessato ufficialmente dalle forze di sinistra, era stato duramente
soffocato.
     Il  governo  Bonomi, osteggiato dai socialisti e dai  popolari  e
privo  anche  del  sostegno  della ricca  borghesia  industriale,  che
guardava  con sempre maggiore simpatia al fascismo, venne  sempre  pi
indebolito dai contrasti interni, tanto che nel febbraio del  1922  fu
costretto a dimettersi.
     Dopo  una  lunga  crisi  si form un governo  di  coalizione  tra
liberali  e  popolari, presieduto da Luigi Facta, che  per  era  cos
debole che cadde gi nel mese di luglio. Nessuno dei pi significativi
esponenti liberali accett l'incarico di formare il nuovo governo, che
pertanto  venne nuovamente affidato a Facta. In questa  situazione  di
ingovernabilit, il fascismo, sostenuto da crescenti consensi e dotato
di  una  milizia  organizzata, disponeva ormai di una  forza  che  gli
consentiva di sostituirsi con efficacia all'autorit dello stato. Una
     
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     prova  di ci si ebbe agli inizi del mese di agosto, in occasione
dello  sciopero  generale  in difesa della legalit  e  della  libert
contro  il terrorismo fascista, proclamato dalla Alleanza del  lavoro,
un'organizzazione  formata  dalle  forze  politiche  e  sindacali   di
sinistra.  I  fascisti  dichiararono che, se  il  governo  non  avesse
represso  lo  sciopero,  in  48  ore essi  sarebbero  intervenuti  con
qualsiasi  mezzo.  E cos fecero: sostenuti dalla  ricca  borghesia  e
fiancheggiati dal ceto medio, scatenarono una vasta offensiva in tutto
il  paese, aggredendo e uccidendo gli scioperanti. Analoghe iniziative
vennero  prese nelle settimane successive, mentre le forze di sinistra
erano  sempre  meno  influenti,  indebolite  dalle  divisioni  e   dai
contrasti.  Agli inizi di ottobre si verific una nuova scissione  nel
partito  socialista, che port alla formazione del partito  socialista
unitario (PSU), guidato dai riformisti Filippo Turati, Claudio  Treves
e  Giacomo  Matteotti;  la  CGdL si distacc dal  partito  socialista,
mentre  comunisti e socialisti si logoravano in reciproca  e  costante
polemica.
     Nel   frattempo   Mussolini  aveva  dichiarato   di   abbandonare
l'anticlericalismo  e  l'idea  repubblicana  ed  aveva  elaborato   un
programma di politica economica liberista. La definizione di una nuova
strategia  politica,  insieme alla dimostrata  efficienza  dell'azione
repressiva  nei conflitti sociali, in netto contrasto con  l'impotenza
del  governo,  fecero  convergere sempre  pi  verso  il  fascismo  la
simpatia  e il sostegno della ricca borghesia industriale, degli  alti
gradi   dell'esercito  e  della  burocrazia,  del  Vaticano  e   della
monarchia, cio dei principali centri di potere nazionali, ma anche di
tanta parte del ceto medio. Mussolini pens allora che fosse giunto il
momento  di  stringere  i  tempi:  il  24  ottobre,  in  occasione  di
un'adunata  di decine di migliaia di squadristi a Napoli, afferm:  "o
ci daranno il governo o lo prenderemo calando su Roma: ormai si tratta
di  giorni  e  forse  di  ore". Tre giorni dopo l'esercito  squadrista
inizi  la  marcia su Roma, guidato da un quadrumvirato  composto  dai
rappresentanti delle principali componenti del fascismo:  il  generale
Emilio  De  Bono,  esponente  dei quadri  filofascisti  dell'esercito;
Cesare  Maria De Vecchi, monarchico fascista di Torino, che  garantiva
la lealt del fascismo verso la monarchia; Italo Balbo, ras ferrarese,
che  assicurava  l'appoggio degli squadristi e degli  agrari;  Michele
Bianchi,  sindacalista rivoluzionario e segretario del partito.  Facta
propose  al re di firmare lo stato d'assedio, con il quale si  sarebbe
obbligato  l'esercito  ad intervenire contro i fascisti.  Il  sovrano,
dopo  qualche  esitazione,  probabilmente perch  non  si  fidava  dei
vertici  militari o temeva di innescare una guerra civile,  decise  di
non firmare il decreto; Facta si dimise. Il 28 ottobre 1922 le camicie
nere  entrarono in Roma senza incontrare alcuna resistenza. Il  giorno
successivo   il  re  invit  a  Roma  Mussolini,  che  aveva   diretto
l'operazione da Milano, per affidargli l'incarico di formare il  nuovo
governo.
